Sapone da bucato C12-C18: la prima prova della lavatrice

Vi presento la mia lavatrice...

Vi presento la mia lavatrice…

In questi ultimi fine settimana ho sottoposto il Sapone da bucato C12-C18 a due prove sul campo o meglio, dentro la lavatrice.

Qualche dato come premessa all’esperimento:

  • abito in una zona dove l’acqua ha una durezza di 6 gradi tedeschi (10,68 gradi francesi);
  • ho una lavatrice Wirlpool AWM 8083 del 2006, quindi moderna, ma non super tecnologica, con prelievo del detersivo a caduta.
Vi presento anche il mio bucato...

Vi presento anche il mio bucato…

Primo test – Bucato misto (colorati, neri, bianchi) poco sporco, lavato a 50° col programma “Bucato quotidiano” che, nella versione italiana, dovrebbe corrispondere ai “Sintetici”. Ho aggiunto 80 ml di Sapone C12-C18 direttamente nel cestello. Non ho aggiunto sequestranti.

Risultato – Il bucato è venuto ben pulito, profumato di olio essenziale di Lemon myrtle che avevo aggiunto all’ultimo minuto al sapone. I capi neri non avevano alcuna traccia di sapone non dissolto. Dopo dieci giorni si sente un leggerissimo profumo di olio, segno che qualche residuo alle fibre è rimasto attaccato. Il prossimo giro aggiungerò un sequestrante.

Secondo test – Bucato di bianchi (lenzuola, asciugamani, strofinacci) abbastanza sporco, lavato a 60° sempre col programma “Bucato quotidiano”. Ho usato 100 ml di Sapone C12-C18 direttamente nel cestello. Non ho aggiunto sequestranti.

Risultato – Tessuti puliti, nessuna traccia di residui di sapone non dissolto, nessun odorino di olio nemmeno dopo qualche giorno.

Direi che il Sapone C12-C18 ha superato egregiamente il test della lavatrice! Ma non sono ancora soddisfatta… la prossima volta voglio abbinarlo a un sequestrante (sodio citrato) e vedere se il risultato alle basse temperature migliora. Stay tuned! 🙂

Chiudo col rimando alla spiegazione del come e perché è nato il Sapone da bucato C12-C18.

3 thoughts on “Sapone da bucato C12-C18: la prima prova della lavatrice

  1. Buon giorno Patrizia.
    Una domanda da saponiere dilettante. Ho sempre fatto del gel da bucato seguendo la ricetta del suo Soap Naturally, apportando solo qualche piccola variante (acqua ossigenata, un po’ di zucchero come sequestrante o poco più) e non mi è mai capitato di sentire odori residui d’olio nel bucato. Vero è che sono sempre partito da rilavorazioni di saponi stagionati, vero è che la diluizione è più alta (1:5), ma non ho mai sentito odore d’olio residuo. Quello che mi chiedo è questo. Lei è partita dalla saponificazione degli oli usando il metodo a freddo, però sappiamo che il metodo a freddo necessita di un periodo di stagionatura perché la reazione chimica dell’alcale si stabilizzi completamente, e nella sua ricetta c’è solo un breve periodo di asciugatura delle scaglie di sapone, null’altro. Mi domando, allora: è possibile che l’odore di sapone residuo possa dipendere dalla mancata stagionatura?

    • Buongiorno Raffaele,
      un sapone fatto a freddo che attraversi la fase del gel non ha più tracce di alcali già dopo le prime 24 ore.
      La stagionatura ha altre funzioni (far evaporare l’acqua, far stabilizzare la struttura del sale etc), ma non quella di eliminare gli alcali.
      Detto questo, l’odore di olio residuo dipende, in primo luogo, dalla formazione di sali insolubili nei tessuti, dovuta alla durezza dell’acqua. Fino a quando ho abitato in zone con l’acqua meno calcarea, non ho avuto alcun problema. Ma quando mi sono trasferita in zone dove invece l’acqua era più dura, è stato necessario utilizzare un sequestrante ad hoc (lo zucchero non bastava più).
      L’odore di olio può dipendere anche dal fatto che il sapone non abbia un eccesso di alcali, come dovrebbe essere per tutti i saponi da bucato (le uniche eccezioni si possono fare coi saponi per il bucato a mano).
      Un saluto
      Patrizia

      • Allora forse il fatto che io non ho mai avuto problemi di odori residui è dipeso dal fatto che l’acqua nella mia zona non è molto calcarea.

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