Dal nostro libro “Soap Naturally” al laboratorio Terra Italica

Saponi flaconi candeleL’incontro con Lamberto Formiconi è avvenuto qualche anno fa sulla nostra mailing list Sapone su Yahoo! Gruppi. Poi ci siamo persi di vista per un po’ di tempo e ora ci fa un enorme piacere scoprire che Lamberto ha avviato un laboratorio artigianale all’Aquila, la sua città, dove produce saponi con materie prime di altissima qualità.

La sua storia la raccontiamo in un’intervista che ospitiamo nel nostro blog Sapo Kalinus, dedicato a saponi, paesaggi e persone.

4 thoughts on “Dal nostro libro “Soap Naturally” al laboratorio Terra Italica

  1. Buon giorno Patrizia.
    Il tuo libro per me è da anni IL riferimento per i miei saponi. Ma mi è successo ad un laboratorio di un GAS che il astro non sia arrivato.
    La cosa era un po’ particolare per quantità : 7360g di olio di oliva (8lt) 2200g di acqua e …abbiamo sbagliato la soda calcolando per 7000g anzichè 7360g. Quindi uno sconto quasi del 10% anzichè del 5%. E fin qui mi è chiaro l’accaduto.
    Però…spulciando il tuo libro e il sito ilmiosapone non riesco a trovare come recuperare quella…mistura. Parli di come recuperare saponi malriusciti x vari motivi, ma non di questo caso.
    Ti chiedo se effettivamente esiste il modo di recuperarlo oppure no.
    Pensavo di “riprendere” l’impasto portandolo a 45°, aggiungere la soda per raggiungere uno sconto del 5% (circa 46g) e rifrullare per raggiungere il nastro. Ma so che le reazioni chimiche non sempre si possono “ripristinare”, perciò prima di avventurarmi in questa impresa (date le quantità) vorrei gentilmente sapere se secondo la tua esperienza sto perdendo tempo o se effettivamentevale la pena e si ottiene poi un sapone utilizzabile.
    Grazie.

    • Ciao Fabiana, non capisco che cosa intendi per sapone malriuscito in questo caso. La tua ricetta ha un po’ più di acqua di quella che sarebbe richiesta (2.1 kg), ma il fatto che abbia uno sconto del 10% non dovrebbe c’entrare nulla col fatto che il nastro non è arrivato.
      Tra l’altro, se il nastro non è arrivato, ma il sapone si è comunque solidificato direi che non vale la pena preoccuparsi. Basterà stagionarlo normalmente e ricordarsi che, vista l’alta percentuale di grasso libero, potrebbe irrancidire più in fretta.

      Discorso diverso se – ma questo non si capisce dal tuo post – il sapone non si è solidificato o si è separato. Non so che tipo di attrezzatura usi ma, lavorando lotti così grandi, è ovvio che soltanto il minipimer non basta più a garantire un’emulsione stabile tra soluzione caustica e grassi. Senza idonei sistemi di mescolamento la saponificazione rallenta e si può verificare la separazione dell’emulsione e la conseguente “mancanza” del nastro.

      Rilavorare aggiungendo soda a un sapone in parte già fatto è sempre un po’ un rischio. Anche perché, come ho spiegato, il problema potrebbe non essere affatto dovuto allo sconto dell’alcali, ma ad altri fattori come la presenza di molta acqua e a un insufficiente mescolamento.

      Per il dosaggio dell’acqua, ti rimando al nostro ultimo manuale “Il sapone fatto in casa For Dummies”. Saluti
      Patrizia

  2. ciao Patrizia,

    Ho da poco scoperto il mondo meraviglioso dell’autoproduzione di sapone. Io ne sono entusiasta, così come amici e amiche che beneficiano dei miei regali. Da neofita quale sono volevo chiederti una cosa. Ho visto che alcuni dei miei saponi, quelli di solo olio di oliva temono il caldo di questi giorni. Quello che succede e che dopo l’uso, la saponetta non riesce a risolidificarsi ma anzi si dissolve per una buona parte in una specie di bavetta umida. Le proporzioni di soda erano molto scontate 6% perché desideravo un sapone molto nutriente anche per il viso, cosa che è riuscita egregiamente ma appunto in questi ultimi giorni di caldo feroce ho notato questo difetto. Vorrei sapere da te se in futuro posso usare additivi (ho letto in un blog americano del sodio lattato) che aiutano a ottimizzare la durezza del sapone. Che cosa consigli?

    Grazie!

    • Ciao! Il caldo sicuramente aggrava un problema che però è, per così dire, congenito nei saponi di solo olio di oliva. Di solito lavorare col metodo ad acqua ridotta ma soprattutto lasciar stagionare moltissimo i 100% oliva (anche per un anno), può renderli più duri. Così come l’aggiunta di piccole quantità di sale (ne parliamo qui nel blog). Sul sodio lattato sono abbastanza perplessa in quanto non ho mai notato differenze così sostanziali nei 100% oliva. Come sicuramente saprai, se vuoi un sapone più duro, dovresti prevedere nella ricetta una certa percentuale di grassi saturi che stabilizzano la struttura del sapone fin dal momento in cui si forma. Ciao! 🙂

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